L’amico Baco

L'amico Baco

Progetto culturale realizzato nel periodo agosto/settembre 2019 in collaborazione con Tecnoseta srl
presso la Fondazione Filippo Turati di Zagarolo (RM).

Dal 2016 l’Associazione Sinergie ha intrapreso un percorso di studio e di ricerca sulla manifattura serica, con l’intento di riportare alla luce un’attività tipica della tradizione rurale zagarolese.

I gelseti ancora diffusi nella campagna circostante e la presenza di un edificio chiamato “cacciasete” testimoniano la pratica della gelsibachicoltura a Zagarolo. Fonti storiche documentano che già nel Seicento, Marzio Colonna, duca di Zagarolo, in ottemperanza al piano di riqualificazione urbana e di riassetto economico della città, fece istituire sul territorio una filanda e fece impiantare un gelseto presso Colle del Pero, come riportato dall’architetto di casa Colonna Andrea Carone nella sua “Descrittione del territorio di Zagarolo” del 1637.

Progetto

Il progetto si articola in diversi incontri e workshop,
articolati nel corso di 40 giorni e aperti al pubblico,
che hanno reso protagonisti gli ospiti con i lori ricordi e le loro storie.
Tutti gli incontri avevano un filo conduttore: i bachi e la seta.

Workshop

  • La gelsibachicoltura. Giornate dimostrative sull’allevamento dei bachi da seta (in collaborazione con Tecnoseta srl).
  • Il Corredo. Storie di tradizioni, diverse per luogo, ceto sociale e genere, legate al rito del matrimonio.
  • La bachicoltura. Racconti legati ad una attività di sostentamento importante per l’economia rurale e per le donne.
  • L’amico baco. Un’esperienza creativa per ripercorrere il proprio vissuto e la propria cultura.
  • Come si produce la seta. Giornate dimostrative della lavorazione dei bozzoli (in collaborazione con Tecnoseta srl).

Al termine del percorso abbiamo realizzato due filmati:

  1. Intervista alla Direttrice, al personale ed agli ospiti della Fondazione Filippo Turati di Zagarolo (RM), sull’esperienza progettuale realizzata.
  2. Intervista agli ospiti della Fondazione sulle loro esperienze giovanili di gelsibachicoltura: testimonianze e ricordi di un’attività largamente pratica negli Anni ’40 in Italia.

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Obiettivi del progetto

GRATIFICAZIONE

Nutrire i bachi con foglie di gelso e seguirne lo sviluppo dalla schiusa delle uova all’imbozzolamento, può innalzare il livello di autostima e di considerazione di sé, poiché aumenta la fiducia nelle proprie capacità e stimola la mente a rimanere attiva e vigile nell’impegno preso nei confronti di un altro essere vivente.
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SOCIALIZZAZIONE

La bachicoltura può mettere in relazione due realtà tanto distanti, come le vecchie e le nuove generazioni: è occasione per gli uni di ricordare antiche usanze e per gli altri di venire a conoscenza di un’attività che, fino ai primi anni del XX secolo, si svolgeva abitualmente in tutta l’Italia. Un’occasione non solo di partecipazione attiva ad un progetto collettivo, ma anche momento di condivisione di esperienze vissute, di conoscenza, di divulgazione tra i pazienti come tra pazienti e familiari, favorendo la comunicazione tra individui.

STIMOLAZIONE

Prendersi cura del baco da seta richiede un lavoro di gruppo, sinergico, da cui possono scaturire verbalizzazione e confronti. Può migliorare da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, perché agisce da supporto sociale per il paziente. Il progetto diventa strumento di stimolazioni multisensoriali grazie al contatto diretto con il baco e all’osservazione delle fasi evolutive del suo ciclo di vita.