Seta

Progetto per il recupero e la valorizzazione della sericoltura

L’obiettivo di salvaguardare le antiche lavorazioni artigianali ha portato l’APS Sinergie ad intraprendere un percorso di studio e di ricerca sulla MANIFATTURA SERICA, con l’intento di riportare alla luce un’attività tipica della tradizione rurale italiana e zagarolese, come testimoniano ancora l’edificio gabino “Cacciasete”, un tempo adibito a filanda, ed i gelsi diffusi nella campagna dell’area prenestina.

Così è nato il progetto “Filiera della Seta”, che ha l’ambiziosa aspirazione di incoraggiare la ricostruzione dell’intera filiera per il rilancio di una produzione serica nazionale. In particolare, il progetto si focalizza sulla necessità di introdurre le nuove tecnologie digitali in un settore potenzialmente redditizio, grazie alla crescente domanda di tessuti in seta di qualità e al valore internazionalmente riconosciuto del “Made in Italy”, ma desueto, perché tecnologicamente fermo agli anni Quaranta del XX secolo.

Ad oggi, infatti, l’interesse per una rinascita della sericoltura in Italia è stimolato da programmi di reintroduzione della coltura del gelso e dell’allevamento del baco da seta, concentrandosi esclusivamente sul settore agricolo dell’intera filiera serica. Nel 2015, anche l’APS Sinergie ha organizzato un convegno sull’argomento “Seta: prospettive e sostenibilità”, patrocinato dalla Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, cui sono intervenuti il GAL dei Monti Prenestini ed il CREA-AA di Padova per sensibilizzare le aziende agricole del territorio sulle potenzialità della produzione serica.

Il progetto “Filiera della Seta” punta, invece, sull’automazione dei processi produttivi, in particolare sulla digitalizzazione della fase di lavorazione delle bave, considerata la chiave per il rilancio della manifattura serica in Italia. Gli studi e la sperimentazione portati avanti nell’ambito delle prime due fasi del progetto – ossia gelsicoltura e bachicoltura – sono stati propedeutici alla costruzione di prototipi di macchinari pensati per favorire uno sviluppo economico sostenibile. Innovativi sia nei materiali utilizzati che nelle tecnologie applicate, i prototipi sono stati progettati per soddisfare gli standard di una produzione territoriale locale, come ad esempio l’area prenestina.

Gli sviluppi del progetto

Nel 2019 il progetto “Filiera della Seta” è entrato nel mondo dell’imprenditoria grazie a Tecnoseta srl, startup innovativa che sta sviluppando i prototipi dei macchinari dell’APS Sinergie, rendendoli più performanti e adatti ad una produzione aziendale.
La startup sta, dunque, lavorando per rendere la sericoltura un modello virtuoso di economia circolare, basato sulla digitalizzazione del processo produttivo tradizionale, sulla creazione di un marchio di seta di qualità e totalmente “Made in Italy”, sul rispetto delle risorse ambientali locali e sulla creazione di nuove figure professionali, in primis le filandine.

Oggi, l’APS Sinergie collabora con Tecnoseta srl e porta avanti la fase agricola del progetto, dedicandosi alla coltivazione biologica dei gelsi e all’allevamento dei bachi da seta per la produzione di bozzoli. Infine, le merlettaie dell’APS Sinergie lavorano a fuselli il filo di seta prodotto da Tecnoseta srl, realizzandone splendidi merletti.

Quando un’arte è giunta a tale da poter essere diretta a passo a passo da istrumenti esattissimi indipendenti affatto dalla volontà e dal capriccio dell’uomo, quest’arte si trova naturalmente collocata tra le arti o più perfette o più vicine al loro perfezionamento.

L’arte nuova che si trova in tal posizione, è l’arte preziosa e ricchissima di governare i bachi con nuovi metodi”.

VINCENZO DANDOLO
Storia dei bachi da seta governati coi nuovi metodi nel regno Lombardo-Veneto, 1817

Il primo aspo progettato e costruito dall'APS Sinergie

"Filiera della Seta"
La gelsi-bachicoltura

GALLERY

Filo di seta lavorato a fuselli

Cuscinetto portafedi con merletto ed imbottitura in seta dell'APS Sinergie
Lavorazione a fuselli